Punteggiature
Ho deciso di tratteggiare, che è un po' come disegnare, ma più intimo, grottesco e sexy. Il tratteggio è un pizzico di cinnamomo là dove dovrebbe starci, ma nessuno se lo aspetta. Osservi, non capisci, tentenni, vai a tentativi. Poi ti butti nell'assaggio e lui esplode nella sua fragorosa, intima e succulenta sessualità.
Il tratteggio è una botta di sesso voluto. Un amplesso gridato con l'eco di sottofondo. Il resto è una striminzita autosessualità interrotta sul più bello.
Ecco, tratteggio: ho deciso di delineare le mie peculiarità. Le mie essenzialità. Non che siano questo granché. Non ho idee precise, né le ho mai avute. Però scribacchio, vergo, intarsio. Anche l'intarsio ha dalla sua un rigoglio ormonale niente male. Con un intarsio potrei discuterci ammiccando per una notte intera, fino al mattino, dopo un'eiaculazione tremens, di quelle da cerchiarci il calendario di rosso e lasciarlo cadere nel fondo dell'armadio. Da riscoprire dopo svariati anni ed esclamarci su: "Ah, che tempi…".
Ma i tempi remano contro, si sa. Non ho mai saputo giocarci, per questo non frequento tavoli verdi, tappeti rossi e tendaggi cashemere. Troppi rischi. Il mio è un vellutino sfigato, un po' liso da una parte, ripassato in fretta con un finto folletto. E il folletto, io, non l'ho mai sopportato. Troppo serio, troppo reclamizzato. Troppo incravattato in climi d'afa insopportabile e pure troppo scuro di abito per un sole a mezzogiorno di un luglio a caso.
Alla fine ho tratteggiato a sufficienza. Non molto, ma un tocco, neanche troppo sapiente, ché la sapienza è persa e lo sciamano in fuga. E neanche un totem in giro cui rivolgere l'essenza della domanda e il succo della vita. Totem ce ne sono, ma hanno perso la dignità di un tempo e quell'aura di autorevolezza indispensabile a una Risposta Degna Di Un Primitivo Misticismo.
Alla fine, tutto sto tratteggiare non è il motivo per cui sono partito, ma, in fondo, è sempre un po' così: uno pianifica, progetta, parte. E al ritorno tutto è un po' un casino e non risulta essere mai quello per cui si è iniziato il viaggio.
Ecco, partirò la prossima volta. Sia mai che riesca una buona volta ad azzeccare la Direzione.
Ho deciso di tratteggiare, che è un po' come disegnare, ma più intimo, grottesco e sexy. Il tratteggio è un pizzico di cinnamomo là dove dovrebbe starci, ma nessuno se lo aspetta. Osservi, non capisci, tentenni, vai a tentativi. Poi ti butti nell'assaggio e lui esplode nella sua fragorosa, intima e succulenta sessualità.
Il tratteggio è una botta di sesso voluto. Un amplesso gridato con l'eco di sottofondo. Il resto è una striminzita autosessualità interrotta sul più bello.
Ecco, tratteggio: ho deciso di delineare le mie peculiarità. Le mie essenzialità. Non che siano questo granché. Non ho idee precise, né le ho mai avute. Però scribacchio, vergo, intarsio. Anche l'intarsio ha dalla sua un rigoglio ormonale niente male. Con un intarsio potrei discuterci ammiccando per una notte intera, fino al mattino, dopo un'eiaculazione tremens, di quelle da cerchiarci il calendario di rosso e lasciarlo cadere nel fondo dell'armadio. Da riscoprire dopo svariati anni ed esclamarci su: "Ah, che tempi…".
Ma i tempi remano contro, si sa. Non ho mai saputo giocarci, per questo non frequento tavoli verdi, tappeti rossi e tendaggi cashemere. Troppi rischi. Il mio è un vellutino sfigato, un po' liso da una parte, ripassato in fretta con un finto folletto. E il folletto, io, non l'ho mai sopportato. Troppo serio, troppo reclamizzato. Troppo incravattato in climi d'afa insopportabile e pure troppo scuro di abito per un sole a mezzogiorno di un luglio a caso.
Alla fine ho tratteggiato a sufficienza. Non molto, ma un tocco, neanche troppo sapiente, ché la sapienza è persa e lo sciamano in fuga. E neanche un totem in giro cui rivolgere l'essenza della domanda e il succo della vita. Totem ce ne sono, ma hanno perso la dignità di un tempo e quell'aura di autorevolezza indispensabile a una Risposta Degna Di Un Primitivo Misticismo.
Alla fine, tutto sto tratteggiare non è il motivo per cui sono partito, ma, in fondo, è sempre un po' così: uno pianifica, progetta, parte. E al ritorno tutto è un po' un casino e non risulta essere mai quello per cui si è iniziato il viaggio.
Ecco, partirò la prossima volta. Sia mai che riesca una buona volta ad azzeccare la Direzione.

